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Premi e Concorsi

International Award Architecture in Stone

Esito del Premio Internazionale architettura in Pietra 2015

Esito International Award Architecture in Stone 2015

EMRE AROLAT ARCHITECTS

Sancaklar Mosque
Istanbul, Turchia, 2012

La strategia del progetto è stata determinata dalla morfologia del paesaggio di cui l’edificio diventa il prolungamento.
La discesa agli spazi sotterranei, che ospitano la sala di preghiere, intesa come caverna, è mediata dalla sequenza di murature in pietra rustica e dalla gradinata di lastre che immorsa la costruzione al prato.
Del complesso emergono in superficie solo bassi volumi orizzontali da cui si eleva il landmark del minareto, concettualizzato in un parallelepipedo verticale.
Alla rarefatta atmosfera ipogea degli spazi di riunione e preghiera contribuisce un’accorta distribuzione della luce che irraggia dal lucernario.

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DAVID CHIPPERFIELD ARCHITECTS

Museo Jumex
Città del Messico, Messico, 2013

Il Museo Jumex di David Chipperfield Architects, con il volume caratterizzato dai leggeri aggetti sovrapposti e l’inconfondibile coronamento a shed, si confronta con lo sviluppo urbano di Città del Messico attraverso una stereometria di grande forza iconica. Le grandi lastre in travertino di Xalapa delle facciate sottolineano il contrasto netto tra l’apertura del piano a quota città, la loggia belvedere del primo piano e la compattezza dei piani superiori destinati a galleria. Negli interni, intonaco e vetro, cemento e pietra – con il pavimento in marmi policromi del bookshop dell’artista Martin Creed – modulano il diverso carattere degli ambienti di un luogo espositivo contemporaneo.

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MAX DUDLER

Edifici a torre in Hagenholzstraße,
Zurigo, Svizzera, 2013

Tra i vari progetti e realizzazioni della “Zurigo Metropolitana”, del Zürich-West e del Zürich-Nord, il gruppo di edifici della Hagenholzstraße di Max Dudler è tra i pochissimi interventi di chiara espressione urbanistica, dovuto alla forma della tipologia urbana. E’ come se la forma archetipica della pietra, in quanto blocco tagliato e cubo geometrico, avesse determinato in modo lineare e diretto la composizione architettonica, dal dettaglio alla figura completa. La qualità del complesso Hagenholzstraße sta proprio in questa scelta di forme elementari in continuità col carattere intrinseco della materia.

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HENEGHAN PENG ARCHITECTS

Giant’s Causeway Center
Antrim, Irlanda del Nord, 2014

Situato a ridosso di una delle porzioni più belle della costa dell’Irlanda del Nord, caratterizzata dalla presenza della concrezione basaltica colonnare, il complesso è brillantemente inserito nel paesaggio. Le linee decise dell’impianto e i piani inclinati delle coperture sono rese pregnanti dalla scelta compiuta dai progettisti di impiegare nei prospetti alte lastre di pietra, di diverse dimensioni, le cui superfici scure scandiscono l’alternanza ritmata di vuoti e pieni, cifra dell’intero involucro emergente del terreno.

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PERRAUDIN ARCHITECTES

Massive Stone Social Housing
Cornebarrieu, Francia, 2011

Il progetto di Perraudin è interessante per il suo uso della pietra come materiale costruttivo, non come rivestimento ornamentale. L’edificio non “contiene” pietra, “è” di pietra, nel senso più tradizionale. Inoltre, trattandosi di un progetto di “social housing”, l’impiego di questo materiale nobilita un tipo di costruzione che abitualmente si associa a materiali più modesti.
La composizione dell’edificio risponde agli stessi criteri: scaturisce dal taglio della pietra e si mostra laconicamente come “casa”. Perciò la omogeneità conseguita tra il materiale, il metodo costruttivo, la funzione, la composizione e lo scopo, fa sì che questo edificio meriti di essere premiato.

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Premio “ad memoriam” assegnato a:

ADALBERTO LIBERA (1903-1963)

Unità di abitazione orizzontale nel quartiere Tuscolano
Roma, Italia, 1950-1954

Adalberto Libera è stato uno dei più originali protagonisti sulla scena dell’architettura italiana del Novecento. Il suo progetto per il quartiere Tuscolano a Roma, ovvero l’unità di abitazione orizzontale costruita tra il 1950 e il 1954, è il frutto migliore del lavoro svolto da lui svolto per l’INA Casa. Originale tentativo di fondere la tipologia dell’unità di abitazione con un tessuto di basse residenze di ispirazione mediterranea e nordafricana, il complesso del Tuscolano rappresenta un episodio di assoluto rilievo nella storia dell’architettura italiana del Novecento ed è un documento storico eloquente per comprendere come il nostro Paese affrontò l’opera della ricostruzione postbellica, spesso utilizzando materiali locali come la pietra.

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